Cristina Fontana vince la 6° edizione di Fuori Fuoco Moak.

Cristina Fontana vince la 6° edizione di Fuori Fuoco Moak.

Cristina Fontana vince l’edizione 2019 di Fuori Fuoco Moak. La giovane fotografa veronese ha conquistato la giuria di Denis Curti con la sua opera “Ri-Nascita”, (foto in basso) un reportage in cui il caffè è stato immortalato nei suoi tre stadi (chicco, macinato, bevanda) associati a tre passaggi che portano appunto ad una rinascita: sensualità (foto 1) gestazione (foto 2), nuova vita, alba (foto 3). Questa la motivazione: per aver saputo raccontare con precisa eleganza una storia lineare dedicata al caffè; per aver messo in scena una sequenza fotografica coinvolgente e con un linguaggio sintetico e fortemente simbolico.

La vincitrice vedrà pubblicato il suo portfolio (2 pagine) sulle riviste IL FOTOGRAFO, Digital Camera, Photo Professional e su N Photography, oltre ad aver vinto una fotocamera professionale messa in palio da Fuji – partner tecnico di questa edizione, insieme al gruppo editoriale Sprea.

Secondo classificato Samuele Pepe – studente all’Accademia di Belle Arti di Roma – con “Tostatura 120 BPM” (foto in basso), “per aver scelto – si legge nella motivazione – un linguaggio visionario che fa dell’astrazione un racconto emozionale; l’apparente errore tecnico riesce a plasmare la sequenza, dando corpo a un magma fluttuante molto efficace”.

 

Alessandro e Annalisa Spadola premiano Samuele Pepe

 

Il terzo premio è andato a Mario Scrimieri – orafo di Lecce –  con “La storia di un caffè, in un caffè”. “Trasparenze, equilibri, dettagli sono le parole-chiave che caratterizzano questo progetto. Per aver saputo costruire, con notevole competenza tecnica, un racconto capace di declinare azioni ed emozioni legate al caffè.

Alessandro e Annalisa Spadola premiano Mario Scrimieri

 

A Matteo Capone, con il trittico “Qahwa”, è andato invece il premio “Categoria Studenti”, un workshop offerto dal gruppo editoriale Sprea.

 

 

 

La fotografia come occasione per conoscere il mondo.

La fotografia è uno strumento strepitoso. E’ come un bisturi leggero che riesce ad entrare nelle pieghe più nascoste della pelle, ma senza mai far sanguinare”. Una toccante similitudine con cui il presidente di giuria Denis Curti nel suo intervento ha spiegato come questa forma d’arte rappresenti un’arma potente in grado di scuotere le coscienze. Un messaggio in linea con la serata di Premiazione, in cui Moak ha voluto lanciare un invito al suo pubblico: vincere la paura del “diverso” attraverso la conoscenza e la cultura, perché le parole e le immagini possono diventare armi potenti che ognuno può usare per provare a trasmettere un messaggio di tolleranza verso il prossimo e il diverso, senza pregiudizi.

 

Denis Curti

 

Un concetto, spiegato attraverso le parole di Mohamed Ba (artista senegalese) sui fenomeni migratori e quelle di Antonio Pascale (scrittore e giornalista) sulla crescita demografica, che ha catturato l’attenzione del pubblico. Un messaggio che celava anche un invito: “dietro la conoscenza c’è sempre la capacità di convivere con ciò che è diverso da noi. Solo con la conoscere siamo in grado di farci un’opinione, senza pregiudizi e senza paure.

 

Ospiti d’eccezione i Musica da ripostiglio, che hanno fatto divertire il pubblico con un repertorio a metà strada tra l’ironico e l’impegnato, tra l’inedito e brani cover.
L’appuntamento è alla prossima edizione!